Studenti con mascherina
Foto di Max Fischer, Pexels

Egregio Presidente Luca Zaia,
il momento è drammatico e la comprensione per la difficoltà delle scelte che la politica è chiamata a fare è massima.

Ma all’indomani dell’ultimo provvedimento che conferma la chiusura delle scuole superiori (perché di questo si tratta, essendo la DAD un palliativo che non può soddisfare le esigenze di apprendimento e crescita culturale e umana dei nostri figli adolescenti, nonostante tutta l’inventiva e la buona volontà dei dirigenti scolastici e dei docenti) per noi genitori non è più possibile tacere. Lo dobbiamo ai nostri figli.

I ragazzi delle scuole superiori, oltre 200.000 in Veneto, hanno interrotto il loro percorso nelle aule a febbraio 2020 e non hanno ancora potuto seriamente riprenderlo, a eccezione di poco più di un mese all’inizio di quest’anno scolastico, chi al 75%, chi al 50%, a giorni o settimane alterne.

Dopo un’estate sostanzialmente “normale” che ha visto aperte anche le discoteche, dopo un periodo natalizio in cui si sono legittimamente privilegiate le attività commerciali, ci chiediamo se l’aumento dei contagi possa ancora essere fatto ricadere sulle scuole superiori, precludendo a tutti (didattica in presenza 0%) l’accesso alla scuola e al normale insegnamento, sul presupposto che si teme l’assembramento al di fuori degli istituti scolastici.

Non entriamo nel merito del provvedimento, ma chiediamo a gran voce che la scuola e la formazione dei nostri figli siano la priorità e non invece una delle ultime ruote del carro. Ci domandiamo se sia possibile che nel dibattito pubblico della nostra Regione la crescita di una generazione venga dopo l’apertura delle piste di sci.

Perché si tratta realmente di incidere sulle sorti di una generazione, non solo nel momento attuale che essa vive, ma nelle sue possibilità future: professionali, sociali, ideali. E nella scala di valori che le trasmettiamo.

Crediamo quindi che vadano rimossi tutti i reali ostacoli alla riapertura; le scuole non sono state il principale veicolo di diffusione del virus, anche grazie a tutti i concreti passi fatti per renderle sicure.

Ma soprattutto, è importante venga attuato un piano di graduale ripartenza della didattica in presenza dal 1° febbraio 2021, non prorogabile, anche minimale nelle fasi iniziali, coordinando tutti gli attori in gioco, garantendo come citato nell’ordinanza la rimodulazione degli orari e il potenziamento del trasporto pubblico locale, a evitare che l’oggettiva incertezza dei numeri della pandemia in Veneto comporti ulteriori rinvii.

Se non combattiamo per e con i nostri ragazzi non c’è un futuro a cui la politica e la società possano pensare.

Certi che potrà comprendere tutte le ragioni di questo appello e farsene carico, La salutiamo cordialmente.

Rappresentanti dei genitori e genitori dei ragazzi e delle ragazze delle scuole superiori